Ufficio Stampa
Svolti a Cagliari gli allenamenti del “One Day Academy Femminile” con Giovanni Lucchesi e Roberto Brunamonti
Il giorno prima sui campi a Cagliari ad assistere a gare di A2 femminile e B Interregionale maschile, domenica giornata piena per coach Giovanni Lucchesi, Responsabile Tecnico Settore Squadre Nazionali Giovanili Femminile, e Roberto Brunamonti, Responsabile del Progetto Academy Femminile, con gli allenamenti del “One Day Academy Camp Sardegna” che hanno coinvolto le atlete classe 2011/2012, provenienti dalle società di tutta l’Isola. Assieme a coach Lucchesi anche il Referente Tecnico Territoriale Femminile della FIP Sardegna Alberto Bonu e gli allenatori: Francesca Amadasi, Manuela Monticelli e Carla Tola.
Ospite d’onore dell’evento anche la medaglia di bronzo conquistata dalla Nazionale italiana senior femminile ai recenti campionati di Eurowoman 2025, al termine della finale per il 3-4 posto contro la Francia battuta in Grecia con il punteggio di 69-54.
Giornata intensa di allenamenti per conoscere, visionare le ragazze che, chissà un domani potrebbero anche indossare la maglia azzurra. E al termine del raduno tutti soddisfatti per il lavoro svolto, a partire da coach Lucchesi.
Interviste a Giovanni Lucchesi e (dopo la gallery) a Roberto Brunamonti
Giovanni Lucchesi, sempre su e giù per lo Stivale alla ricerca di talenti?
“Si. Il lavoro che svolge la Federazione, sotto questo aspetto è davvero importante. Stiamo facendo tanto, ma devo anche ammettere che facciamo davvero tanta fatica. Dobbiamo tener duro. Questo non dico sia un anno decisivo ma a piccoli passi andiamo verso l’affrontare momenti difficili“.
Cioè?
“Dobbiamo lavorare per cercare nuovi volti, nuove giocatrici, con grande determinazione e lucidità. Ma la cosa più importante è che ci deve essere uno sforzo maggiore da parte di tutti, sia dalla parte politica, della Federazione, delle società e anche degli allenatori. Dobbiamo curare e conservare queste ragazze e cercare di fare qualche opera di proselitismo per aumentare le rose societarie”.
Anche perché il movimento femminile da sempre ha difficoltà è un po’ arranca rispetto ai maschietti.
“Maschietti? Già, diciamo che con il settore maschile è tutto molto più semplice. Ci si può anche mettere seduti sulla panchina e vedere arrivare ragazzini che vogliono giocare”.
Con le donne?
“Nel settore femminile, se ci mettiamo seduti sulla panchina ad aspettare ragazzine che vengono a giocare è difficile che arrivino”.
Cause?
“Sono tante. La concorrenza è molto forte, e non parliamo più solo della pallavolo che ormai viaggia per conto proprio”.
In pratica non bisogna guardare in casa d’altri?
“Assolutamente. Noi dobbiamo guardare a quello che creiamo, facciamo e progettiamo. Gli altri fanno la loro strada”.
Non solo il volley assorbe le nuove leve?
“No, ora anche il calcio femminile comincia a crescere, grazie anche ai grandi club che sfruttano le potenzialità sociali e l’impiantistica per creare la sezione femminile”.
Diciamo che è una corsa contro il tempo?
“Sicuramente. Le prossime saranno due stagioni, credo, decisive, che non dipendono tanto dal risultato di una medaglia, ma dal lavoro di tutti. Un attività fatta a testa bassa per cercare di risolvere i problemi e superare le tante difficoltà”.
Però la voglia di fare, da parte di Giovanni Lucchesi e dello staff non manca di certo. Giusto?
“Io sono pronto a fare l’impossibile, almeno ancora per un po’, perché comunque ci tengo troppo. Giriamo l’Italia e spesso, valutando e osservando le tante atlete nel corso degli allenamenti abbiamo la sensazione nettissima che le ragazze abbiano una bassa autostima. Ma sono certo che con maggiore impegno da parte loro potrebbero migliorare sia dal punto di vista tecnico che mentale”.
Alzare l’asticella?
“C’è pochissima abitudine a un concetto di miglioramento. Credo che le sfaccettature sociali sono talmente tante che influiscono ugualmente, in diversi modi, su queste atlete. Però è anche un problema di entusiasmo e non certo, cosa fa o non fa la Federazione. La FIP sotto questo aspetto fa davvero tanto a partire dal Presidente. Noi tecnici giriamo, facciamo, osserviamo e consigliamo”.
E quindi dove si deve agire?
“È anche un problema legato agli allenatori del settore femminile, anche loro devono migliorarsi. Noi banalmente sappiamo perfettamente come vincere una partita con atlete di questa età. Ma non deve essere quello il solo obiettivo. Occorre arrivarci attraverso il miglioramento, non il contrario. Cioè, la vittoria è una conseguenza del lavoro, mentre invece purtroppo qui non interpretiamo sempre come: il lavoro conseguenza della vittoria”.

















































Intervista a Roberto Brunamonti – Responsabile Progetto Academy Femminile
A Cagliari siete venuti con coach Lucchesi portando con voi la medaglia di bronzo conquistata dalle ragazze di coach Andrea Capobianco ai recenti Campionati Europei.. Una sorta di porta fortuna?
“Mi auguro che, in piccola parte, possa essere così. Ma anche uno stimolo per le ragazze, affinché possano tornare alle loro società allenandosi sempre con più passione”.
Un progetto che punta anche a costruire le “nazionali” di domani?
“Sono bei appuntamenti, bei confronti tra ragazze che provengono da diverse realtà societarie. A noi fa sempre molto piacere venire in Sardegna dove da sempre la pallacanestro è da sempre molto sentita e seguita”.
Siete a Cagliari con il progetto Academy, ma soprattutto per iniziare un lavoro che in qualche modo possa essere di continuità con quanto di buono fatto dalle nazionali giovanili nel corso dell’estate?
“Quest’estate è stata fantastica per le nazionali giovanili un po’ meno per quella senior maschile”.
Fantastico il risultato di quella femminile?
“Indubbiamente Andrea e le ragazze sono state magnifiche. Ci hanno regalato un sogno e tanta soddisfazione. Ecco perché il lavoro che svolgiamo con l’Academy ha, tra le altre cose, anche lo scopo di “vedere” nuove ragazze, nuovi talenti a cominciare dalle annate 2011-2012. Ecco perché per noi è importante sondare tutte le regioni”.
E fare delle scelte?
“Al termine delle nostre visite e dei vari allenamenti verranno scelte in tutto 96 atlete provenienti da tutta l’Italia. Ragazze che parteciperanno poi agli Academy Games a San Bonifacio vicino a Verona dall’11 al 14 dicembre. Lo scorso anno hanno preso parte all’iniziativa ben 5 ragazze proventi dall’isola. Vediamo quest’anno, anche se devo ammettere che a Cagliari abbiamo visto ragazze brave che si impegnano con tanta passione. Quindi le possibilità di eguagliare i numeri dello scorso anno ci sono tutte”.
Servizio fotografico di
Andrea Chiaramida per Fip Sardegna
